Il Gufo Rosa

Il Gufo Rosa
Sui libri digitali e non (e altre diavolerie)
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14 novembre 2011

Sogno di più notti di mezz’autunno

Eravamo in attesa della nuova magagna, ma E., oltre a essere editor e suo malgrado sacerdotessa, è anche sognatrice. E ora ci vuol far sognare.

Da quando ho letto le specifiche dell’ePub3 non faccio altro che pensarci, non posso proprio farne a meno.

Magari quel libro potesse prendere vita dalle mie mani...

Penso di poter dire che è il mio libro preferito, ha accompagnato molte delle mie notti e mi ha fatto ridere, mi ha fatto esultare, mi ha fatto stare col fiato sospeso e mi ha fatto piangere. Pochi libri hanno questo potere, pochi libri sono capaci di toccarti il cuore e farti navigare con la fantasia.

Davanti a così tante emozioni datemi la possibilità di sognare.

La prima cosa che mi è venuta in mente è la cartina. Quella cartina che si trova piegata in fondo all’edizione a stampa, andavo a consultarla continuamente per collocare fisicamente i personaggi nel loro mondo. Pensate a come sarebbe meravigliosa una mappa interattiva: un tocco e sai dove ti trovi, dove i tuoi eroi si trovano.

Un’altra cosa che mi è venuta in mente per deformazione professionale è come sarebbe bello sentire il dolcissimo suono di quella lingua sconosciuta o quello terribile della lingua parlata da coloro che vorrebbero distruggere il mondo.

Pop up e schede di approfondimento sui personaggi o sui popoli che abitano quel mondo.
Animazioni e illustrazioni. Quel personaggio da com’è descritto lo immagino proprio così. E quel luogo? Beh eccolo, un tocco e si apre una finestra.

Oppure, non mi ricordo dove si parlava di questo personaggio o di questo particolare momento della narrazione; un altro tocco ed ecco il rimando.

Questo è ciò che secondo me dovrebbe essere il libro digitale. So di averlo già detto, ma lo ribadisco: penso che abbia poco senso trasferire un contenuto tale e quale dalla carta al digitale. Certo è comodo, in questo modo posso portarmi dietro tutti i libri che voglio nel solo ingombro di un tablet o di un e-reader, ma perché non sfruttare appieno le potenzialità che ci offre ePub 3?

Un contenuto meraviglioso è merito del genio che lo ha scritto, ma perché non arricchirlo accompagnando il lettore durante la lettura e facendolo diventare parte attiva di quel mondo, un personaggio del libro?

Apri il libro e le pagine prendono vita, letteralmente.

Quante volte ho pensato di prendere quel libro e arricchirlo nel modo che vi ho descritto. Sarebbe davvero un’esperienza meravigliosa sia per il lettore che per il tecnico. Non siamo macinini da caffè, siamo persone che lavorano con i libri e noi i libri (soprattutto quelli digitali) li amiamo davvero.

Avete capito di quale libro sto parlando?

La sacerdotessa-editor E.

7 ottobre 2011

Trilogie barbaricine e altri viaggi

Siete mai stati in Barbagia? Il Gufo Rosa ha avuto l'opportunità di attraversare le sue montagne e planare lungo le coste di questa magnifica zona della Sardegna quest'estate. L'impressione che ha conservato è quella di un luogo alle origini del mondo in cui la natura impera sull'uomo e nel quale Herzog avrebbe potuto girare le ultime scene di The Wild Blue Yonder.
Nostalgia caramellata del turista di passaggio? Può darsi, nondimeno penso che sia stata proprio quest'ultima a spingere il Gufo a ridestare il ricordo di quei paesaggi mediante l'esplorazione di altri paesaggi di natura, sì, ma ben più letteraria.

Parco Nazionale del Gennargentu

E fu così che... iniziò a leggere la trilogia "barbaricina"* di Marcello Fois – composta da Sempre Caro, Sangue dal Cielo e L'altro mondo – e a pensare che questi paesaggi li avrebbe voluti veder trasposti in digitale, ma non come li aveva visti su carta.

La narrazione di Fois segue nei tre romanzi un andamento lineare in un crescendo di complicazioni e nuovi elementi indiziari.  
Sebastiano Satta, detto Bustianu, avvocato e poeta nuorese dal carattere tenace e di tendenza speculativa, è il protagonista delle indagini pubbliche e private di cui sono intessute le trame dei tre libri. I personaggi con i quali viene in contatto acquistano nuovi ruoli nell'arco della trilogia: Zenobi, imputato latitante in Sempre Caro diventa fidatissimo aiutante di Bustianu nel corso delle indagini portate avanti nei due successivi libri; Clorinda, sorella del presunto colpevole in Sangue dal Cielo, continua a esser presente anche in L'altro mondo e vi lascio supporre il perché.

Dialoghi e descrizioni sono resi ancor più vividi da parole e espressioni sarde, pittate di colore capaci di delineare precisamente i contorni della scena, che possono però risultare ostiche ai lettori continentali.

Se la trilogia diventasse nel suo complesso un eBook, i personaggi potrebbero costituire un'ancora tra i tre romanzi consentendo al lettore di scegliere di gettarsi nella lettura di flash back, digressioni e anticipazioni contenute nell'economia della narrazione.
Le parole dialettali potrebbero linkare invece a un glossario, così il lettore continentale spaesato di fronte a un «Itte bada?» potrebbe decidere di lasciarsi trasportare dal suono delle parole lungo il continuum della prosa oppure andare a conoscere subito o in un secondo momento la traduzione in lingua italiana.


Ci sono interi passaggi tuttavia che arricchire di link sarebbe uno sfregio alla letteratura per quanto sono intensi e fluenti.
Questo è secondo me uno di quelli.
«Improvviso si è alzato il vento. Si cammina curvati contro una corrente mugghiante. Una mandria colossale di bovini impalpabili scende, ottusa e feroce, da Lanaittu e Locoe, s'incunea nelle strade trasportando polvere, fogliame, frammenti d'arbusti. Solo la nube densa e turbinosa si vede di tanto avanzare, solo il muuu viscerale si sente della mandria invisibile.

Bestie impazzite che corrono terrorizzate dal loro stesso correre. E travolgono le fronde dei platani, genuflettono i cipressi, fanno esplodere le coperture di paglia e fango. Le vecchie per strada sono bastimenti con la vela maestra degli scialli gonfia e tesa, sono nere meduse marine con le frande che si aprono a ombrello per tornare a incollarsi alle gambe, e poi di nuovo aprirsi. Gli elmi metallici in cima ai camini stridono e giaculano come i tartari all'attacco del villaggio.

Gli uomini inseguono tenaci i cappelli fuggitivi. Il sifone atterra cose e persone nel suo avanzare cieco, fa sbattere le ante degli scuri in un ritmo secco di Spagna. Qualche volta dal concerto grosso si stacca la voce solista di un flauto dolce e pare uno zefiro cantabile, ma immediato procede il pieno dell'orchestra e il basso ostinato degli spifferi. E l'orda minacciosa riprende la sua corsa tartara e la mandria ricomincia a galoppare ostinata, così, passando dal cantabile al solenne, la bacchetta del maestro che guida il grande ensemble chiama l'attacco pomposo degli ottoni.

La spirale sibilante alliscia i cortili sterrati e accumula negli angoli sterpi, terriccio e carcasse di insetti. L'irbentiada seduce il falco pellegrino planante e lo sfida disordinandogli le penne timoniere. Il soffio, impudico, insinuandosi da sotto, dà manate sui culi delle pitzocche e le fa trotterellare in avanti per qualche passo con le sottane strette fra le cosce. E loro sorridono dolci di malizia per quel contatto.

A valle un vento contadino, sbrigativo, sta agitando gli olivi e anticipando la raccolta, sta spogliando i mandorli dal velo nuziale, sta trebbiando il frumento e agitando nuvole di pula. L'orda urlante, la mandria, l'andante mosso forte fortissimo, cala dalle montagne, galoppa incontrollabile, modula nei viottoli e negli androni fino a raggiungere una meta indefinita e indefinibile. Forse deve arrivare all'orlo estremo e liberarsi oltre al precipizio di Pred'Istrada per ritornare sull'altipiano fra le case, nei poderi coltivati, negli ovili recintati, fin dentro alle porcilaie e ai pollai, con un movimento di risacca.

E si ricomincia: quello stesso vento che prima ti chiudeva dentro casa ora ti butta giù la porta a spallate e sfianca gli argani delle finestre e fa lamentare le assi del tetto. Quello stesso soffio che incoraggiava ad avanzare a furia di calci e spinte ora ostacola il cammino ergendo una muraglia di corrente. Ora fascia la bocca per tagliare il respiro. Prima dava. Ora prende. Stacca i germogli, asciuga il terreno, s'infila nelle canne fumarie annunciato da sbuffi di fuliggine.»
da Marcello Fois, L'altro Mondo, Einaudi Editore, 2011, pp. 74-75 (editing mio)



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Note

* Passatemi il qualificativo "barbaricino", so che altri romanzi di Fois sono ambientati in Barbagia, lo utilizzo per distinguere i tre a cui faccio riferimento da altre trilogie (di vampiri, millenni, villeggiature, ecc...) non scritte dallo stesso autore.

29 settembre 2011

Gli iper-romanzi e i libri che ti si muovono tra le mani

Se mi chiedessero «Quali libri vorresti veder trasformati in eBook?», non avrei esitazioni nel rispondere «Gli iper-romanzi». L'argomentazione è semplice: gli iper-romanzi sono libri nativi digitali, in altri termini il libro cartaceo non è una tecnologia che rende loro giustizia. E se qualcuno di voi ha letto Rayuela di Julio Cortázar o La Vie mode d'emploi  di Georges Perec, potrà già intuirne il perché.

Ma andiamo per ordine e vediamo cosa vogliamo significare con il termine iper-romanzo. Raffaella Setti, redattrice di Consulenza Linguistica dell'Accademia della Crusca, ci dà qualche dritta spiegando molto chiaramente l'etimologia, la storia e i significati del termine in questa risposta a una domanda di una lettrice.

Il termine è stato coniato da Italo Calvino e ha fatto la sua prima comparsa nel 1967 con la pubblicazione della raccolta di racconti Ti con Zero. Aggiungo che, sempre Calvino, adopera nuovamente questo termine nel corso delle sue Lezioni Americane discorrendo sulla molteplicità quale valore che nel 1985 egli auspica e propone di conservare nella letteratura del nuovo millennio, il nostro.

L'iper-romanzo deve la connotazione del suo prefisso iper al termine ipertesto che "indica un testo in cui è superata una delle prerogative dei testi scritti tradizionali, la linearità per cui le informazioni contenute non si presentano più in una sequenza lineare, ma possono essere tutte contemporaneamente presenti in un sistema di associazioni e rimandi interni e anche esterni al testo stesso", detto banalmente la rete di link tanto familiare ad ogni internauta.

E la rete di link nell'iper-romanzo può avere diverse declinazioni:
- più sviluppi narrativi giustapposti o sovrapposti all'interno di uno stesso testo;
- più livelli interpretativi;
- diverse ramificazioni a partire da un unico nucleo narrativo.

Ma se guardiamo la cosa dal punto di vista del lettore, il prefisso iper ci inoltra in percorsi di lettura inconsueti in cui l'ordine definito dal numero di pagina cede il timone a diversi criteri di fruizione del testo. Ciò si traduce in una maggior libertà del lettore che può pendolare lungo linea spazio-temporale del romanzo seguendo una propria traiettoria o una mappa indicata dall'autore.

È questo il caso di Rayuela il cui autore Julio Cortázar presenta come un libro che «è molti libri, ma soprattutto è due libri»: uno scorre al trotto della progressione del numero di pagina, l'altro segue invece un'andatura non lineare saltellando – come nel gioco del mondo – da un capitolo a un altro secondo un ordine indicato dall'autore all'inizio del romanzo. Per incoraggiare il lettore a scegliere questa seconda modalità di lettura e facilitarlo lungo il percorso, alla fine di ogni capitolo è indicato il numero del capitolo in cui il lettore dovrà saltare, mentre in alto a sinistra in ciascuna pagina campeggia il numero del capitolo nel quale ci troviamo.

Questa duplice indicazione di lettura fa sì che «il lettore si trovi a che fare con un libro che gli si muove tra le mani». La frase è sempre di Cortázar – la trovate all'interno dell'intervista di Omar Prego che è inserita alla fine del libro nell'edizione italiana di Einaudi – e mi ha colpito poiché questa è stata anche la mia prima e forse ingenua impressione mentre ero alle prese con la lettura dei primi eBook.
Se ora dovessi spiegare a un bambino che cosa sono gli eBook, gli direi proprio così: «sono libri che ti si muovono tra le mani». E la loro motilità dipende sia dalla liquidità del formato che utilizza il reflow, sia dalla presenza di link e di elementi multimediali all'interno del contenuto.

Se Rayuela diventasse un eBook, ciascun capitolo potrebbe presentare alla fine un doppio link:
- il link al capitolo successivo secondo la progressione lineare delle pagine
- il link al capitolo successivo secondo l'ordine indicato dall'autore.

L'immagine del gioco del mondo potrebbe accompagnare visivamente il lettore lungo il percorso.  
Il numero di capitolo in alto a sinistra su ciascuna pagina non sarebbe più un riferimento così necessario.

In Italia non è disponibile l'eBook di Rayuela, spero che il suo editore possa colmare presto questa mancanza.
Nel frattempo, facendo una breve ricerca in rete, ho trovato questo, il risultato mi pare parecchio, ma parecchio ingarbugliato.

Dimenticavo di dirvi che l'ecosistema degli eBook vive un momento di sovreccitazione dovuto a due recenti avvenimenti che hanno coinvolto i due maggiori player del mercato. Ma di questo parlerò nel prossimo post.